No. A Gucci. La celebre casa di moda fiorentina aveva proposto due milioni di euro in restauro per far sfilare i propri abiti sui gradini dell’Acropoli. Ma Atene, seppur in difficoltà economiche, no si è fatta prendere per la gola e ha detto no. Le parole della Commissione sono state categoriche: “Il valore dell’Acropoli non è compatibile con questo tipo di eventi”.

Non è ba094604574-ce231314-3f0a-48e4-b9bc-0838f17e0a04stato ricordare la sfilata di Dior nel 1951. Proprio all’Acropoli. Né la somma offerta, né la brevità dell’evento. Gucci dovrà trovare un’altra ambientazione per lo show. Secondo chi gestisce il Partenone, sarebbe proprio il ricco paesaggio del passato a essere svilito dalla sfilata.

 

Una risposta che ha lasciato a bocca asciutta la casa della doppia G. Lei che forse voleva proporre qualcosa degno di far dimenticare la sfilata di Fendi alla Fontana di Trevi. Quella che nel luglio scorso, per celebrare il novantesimo anniversario della maison, aveva fatto sacralmente camminare sulle acque le bellezze più famose.

Non si può essere discordi con Gucci. La location sarebbe stata d’eccezione. Ancor di più perché difficilmente concessa. Ma la bocca si piega all’insù se si pensa che, talvolta, i soldi non comprano tutto. Tantomeno il valore del passato.

Anche se Gucci potrebbe ambientarla di notte ai Fori Imperiali. Visti i problemi all’impianto di sorveglianza potrebbero non accorgersi dell’entrata di un intero staff. E sarebbe gratis.

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