Settimana calda per la politica. Nostrana e non. A partire dai cugini d’oltralpe che, in un ménage all’italiana, buttano sulle prime pagine dei giornali il “penelopegate“. Eh sì. Françoise Fillon candidato alle presidenziali francesi, sempre più vicine, avrebbe fatto pervenire alla moglie stipendi in qualità di assistente parlamentare. Parlamento dove, però, non si sarebbe mai recata.

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Una trama che fa tremare i francesi, ma che non è sconosciuta nella terra di pizza a mandolino. Anche per chi ha la memoria corta, le nostre Camere sono state spunto di divertimenti dal riso amaro. Scontrini di rimborsi per acquisti personali, coniugi aiutati professionalmente e non solo.

L’ultima è di giovedì 2 febbraio, quando il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan va in Senato per discutere di deficit e Unione Europea. Il momento è quello del question time. Ma le presenze si contano in poco più di due mani: 13. Tredici su 315 più 5 a nomina. Un tema dei più importanti che passa alla ribalta per le assenze e non per le presenze. Una scena che brontola di populismo, ma parla da sé. Mentre giovedì rimangono al lavoro solo gli scontrini, ma non chi li rivendica l’aula della democrazia si svuota.

Italicum, mattarellum o consultellum? Qualunque sia la legge elettorale, pare che il nostro Parlamento avrà una presenza a minoranza assoluta.

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