Siamo sempre stati poco inclini al sostegno reciproco. Noi italiani. Però, ora, sembra più essere un vizietto europeo. Non ci interessa supportarci a vicenda. O magari sì, ma se non è troppo dispendioso. O troppo e basta. E il Dieselgate bis che potrebbe aprirsi a breve a carico di FCA, e forse Renault, è la regola che riconferma, ancora…. la regola.

Dai biondi cugini di Wolfsburg, o meglio, dal ministro dei trasporti tedesco arriva formal richiesta a FCA di ritirare 500X, Doblò e Jeep Renegade. Prima ancora di avere risultati incontrovertibili sulle emissioni contestate dagli americani, gli inquilini dell’Europa “di sopra” legiferano, anche, su questioni che non rientrerebbero tra le loro competenze.

Non si vuole verità, chiarezza. Pur di sembrare “meno cattivi o irresponsabili”, meglio che ci sia un qualcuno peggiore. Poco importa sia un’azienda solida sia per il Paese che per l’UE. Alla bella figura, mai si rinuncia. E così i vertici tedeschi preferiscono puntare il dito a sproposito pur di dimenticare le fumate nere condannate, stavolta a proposito, a suon di quattrini. Una corsa al “meno peggio” tristemente già vista, in un periodo di crisi dove nemmeno un supporto di buon vicinato va dato per scontato.

Anche la premier Theresa May ha poco cavallerescamente abbandonato i parenti europei annunciando un’uscita totale della Gran Bretagna. Altro che Brexit. Un distacco netto che non sembra far pensare a rapporti morbidi e continuativi.

Eppure non sarebbe male vedere i boss di FCA viaggiare in new beatle e quelli di Volkwagen in 500. Ripristinando a vicenda un’immagine un po’ appannata. Aiutandosi nel rilancio commerciale con la stessa enfasi mediatica di Fedez da Moschino per la socialissima fidanzata Chiara Ferragni, in pellicciotto e cuffia rosa.

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Tra chi punta il dito e chi subisce, una sola certezza: una May che scappa al di là della manica con una maggiolone di pelo rosa.

 

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