“Not my President.” E’ questo lo slogan che ha accumunato centinaia, forse migliaia, di protestatori. Americani pro-Hillary che hanno fatto sentire la propria voce nelle ore seguenti l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti.  Per la prima volta nella storia a stelle e strisce, gran parte dei votanti democratici si ribella al nuovo presidente a una manciata di ore dall’elezione. Senza dare il tempo di agire, di dare segnali concreti. Forse perché erano sufficienti quelli precedenti alla nomina. Parlavano da sé.

Ma il “problema” non è Donald Trump. O non solo. Non qui, almeno. E’ Roberto Formigoni.  Senatore di Ncd ed ex governatore della Lombardia. L’argenteo politico del carroccio non ha mancato di far sentire la sua voce sul risultato elettorale statunitense. Meglio, il suo cinguettio.

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Il Tweet di Roberto Formigoni

Dopo essere stato definito “corrotto” dal Tribunale di Milano durante il processo Maugeri, il senatore del partito del verde bandiera fa dell’ironia sul fallimento degli intellettuali d’oltreoceano. Dimenticando che non era in gioco il futuro di un solo Paese, ma anche di altri, il nostro compreso. Dimenticando che non è più questione di destra o sinistra. Ma di libertà. Dimenticando che dando del bacchettone senza equilibrio a chi studia,  scardina il baluardo delle migliori società. Quelle antiche. Quelle in cui le differenze erano un punto di forza. Quelle in cui non era lo yacht a fare la differenza.

Ma se finora ci siamo sbagliati… siamo contenti che a spiegarci come va il mondo ci sia lui. Dal suo yacht.

P.S-Che abbia twittato da lì anche Gasparri?

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Il Tweet di Maurizio Gasparri